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Il Torrecuso ha disputato quest’anno una stagione da record: miglior piazzamento nella storia del club in serie D, quasi metà campionato in vetta alla classifica e due calciatori, Galizia e Iadaresta, in testa alla classifica marcatori. Artefice di tutto ciò, almeno fin quando è stato al timone della squadra, è stato certamente mister Dellisanti. Il Torrecuso, sotto la sua guida, è andato ben oltre quelle che potevano essere le sue reali potenzialità. Con l’ex mister rossoblù abbiamo parlato della stagione appena conclusa e del futuro:
Allora mister, senza dubbio un campionato incredibile.
Il campionato disputato quest’anno dal Torrecuso è un qualcosa che resterà nella storia. Eravamo partiti per fare un buon campionato e poi siamo stati in vetta per 18 settimane. Il tutto è stato il frutto del duro lavoro svolto e ci ha portato fino a 6 punti di vantaggio sull’Akragas e a 8 sull’Agropoli. Questi sono risultati da record e sono sotto gli occhi di tutti. La squadra ha dato sempre il 100% e abbiamo fatto vedere un bel gioco. Sono sincero: è stato il mio migliore campionato in serie D. Poi, però, sono cominciati i problemi: ci sono state situazioni che non sono andate come sarebbero dovute andare. Diciamo che un po’ gli infortuni e un po’ le decisioni della società ci hanno portato ad una conclusione non all’altezza dell’inizio campionato. Sinceramente mi sento come una persona a cui hanno rubato qualcosa: magari con un pò’ più di “savoir faire” da parte di tutti si sarebbe potuto chiudere in maniera diversa.
Alla luce di quanto poi accaduto con l’inchiesta sul calcio scommesse, crede che la società del Torrecuso abbia alla fine avuto ragione nell’attuare la sua protesta?
Sicuramente non avevano tutti i torti. Io e la famiglia Rillo sapevamo che c’erano situazioni poco chiare e sapevamo che l’Akragas avrebbe potuto avere un “occhio di riguardo. Io, però, ero disposto a combattere anche contro questo fattore. Sono palesi alcuni “favori” avuti dalla squadra siciliana rispetto alle altre: penso solo alle nostre 3 partite in 7 giorni nel momento clou del campionato mentre a loro è stata spostata la partita di coppa Italia quando se ne è presentata l’occasione. Nonostante tutto me la sarei potuta giocare fino alla fine. Quando le cose si sono complicate in pochissimo tempo ci è parso quasi che il mondo fosse contro di noi ed è subentrata un pò di rassegnazione. Credetemi: avrei venduto l’anima al diavolo per vincere e portare il Torrecuso in Lega Pro: vi rendere conto di cosa sarebbe stato? Una vera e propria impresa e i nostri nomi sarebbero rimasti nella storia.
Qual’è stato il giocatore simbolo della stagione?
Certamente Galizia: da solo ha risolto molte partite con le sue giocate. Senza togliere nulla a nessuno ma è stato lui il vero trascinatore della squadra sia dentro che fuori dal campo. Non lo conoscevo prima di quest’anno ma è stato un piacere lavorarci insieme.
Sta certamente seguendo le vicissitudini che sta attraversando il Benevento in vista della prossima stagione. Se la chiamassero per allenare di nuovo la compagine giallorossa accetterebbe?
La panchina del Benevento? La prenderei di corsa anche in 3a categoria! Ho fatto 500 panchine tra i professionisti ma l’esperienza di Benevento è stata la più bella della mia carriera. La promozione che raggiungemmo fu un qualcosa di molto bello. Il pubblico ci ha sempre supportato anche nelle sconfitte e accorreva numeroso allo stadio perché eravamo capaci di divetire. La squadra giocava a memoria e il nostro gioco era davvero bello. La finale di Lecce fu davvero una cosa incredibile. A Benevento ho collezionato soddisfazioni davvero indelebili: ancora oggi quando ci ripenso gli occhi diventano lucidi.
Qual’è il futuro di mister Dellisanti? Dove lo vedremo il prossimo anno?
A dire il vero sono stato già contattato da qualche formazione di Lega Pro, ma non mi piacevano idee e progetti. Al momento, quindi, sono alla finestra e aspetto la proposta giusta.
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